Informatica

Data Shredding, cos’è e come avviene!

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Oggi parliamo di Data Shredding, cercando di capire di cosa si tratta, in particolare nell’ambito informatico e come funziona in termini pratici, focalizzandoci ancora una volta sull’aspetto tech della questione.

Infatti, con il termine Data Shredding si intende, in generale, una serie di pratiche volte all’eliminazione accurata e definitiva di dati.

Quando parliamo di dati potenzialmente, ci riferiamo a qualsiasi oggetto contente informazioni, come può essere un registro cartaceo o un documento.

Non a caso, esistono delle aziende specializzate proprio nell’eliminazione totale di questa tipologia di oggetti.

Proprio perché parliamo di dati è inevitabile che questo mondo coinvolga quasi esclusivamente il comparto informatico e in particolare i vari supporti in grado di contenerli come ad esempio, Hard Disk, SSD, USB, microUSB e molti altri supporti.

Quando parliamo di eliminazione dei dati da questi supporti, dobbiamo pensare ad essa sia da un punto di vista logico che fisico. In effetti, in base al livello di rischio che la diffusione di informazioni causerebbe, potrebbe essere necessario ricorrere a una delle due pratiche.

Per esempio, se la CIA volesse sbarazzarsi di un supporto sul quale sono salvati dati estremamente privati sicuramente non potrebbe limitarsi a una pulizia del supporto con un Disk Cleaner ma piuttosto andrebbe a sbarazzarsene in maniera definitiva attraverso un’eliminazione ad hoc.

Sulla base di quanto appena detto il Data Shredding da un punto di vista informatico può avvenire in 3 diverse modalità:

  • Attraverso l’uso di un Disk Cleaner, ovvero attraverso un software (ad esempio il famoso CCleaner o Clean Master) che si occupa di liberare le aree di memoria che hanno contenuto in un certo momento dei dati, potenzialmente recuperabili. Questi software non sono molto consigliati in quanto compiono questa operazione in maniera poco scrupolosa
  • Attraverso dei tool di Data Wiping, ovvero dei software specializzati nella riscrittura di aree di memoria in modo da rendere irrecuperabili i dati preesistenti in esse. Questa mansione può essere svolta al meglio replicando più volte il processo di riscrittura di dati nulli, applicando algoritmi di crittografia oppure attraverso la scrittura di dati randomici nelle stesse aree di memoria. Attraverso questi tool è possibile estendere l’operazione ad interi supporti o concentrarsi su una singola partizione lasciando all’utente la scelta di parametri come il numero di passaggi o il metodo utilizzato
  • Attraverso l’eliminazione fisica dei supporti nelle più disparate maniere. Questa pratica può sembrare la più semplice ma devi sapere che talvolta rendere dei dati irrecuperabili in questo modo può divenire davvero complesso. Infatti, i supporti al giorno d’oggi, sfruttando delle proprietà fisico-chimiche, per salvare i singoli bit, molto difficili da compromette. Per compiere questo passaggio in maniera adeguata potrebbero essere necessarie delle conoscenze tecniche non indifferenti come ad esempio la conoscenza delle varie proprietà dei supporti, nozioni (e strumenti) di chimica oppure conoscenza di elettronica. Questi aspetti rendono questa pratica altamente sconsigliata e talvolta illegale, se realizzata seguendo alcune modalità
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