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Hacking di Twitter, facciamo il punto!

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Oggi parliamo di Twitter e, in particolare, cercheremo di fare il punto sulla ormai famosa vicenda che ha convinto tutti i più influenti account del famoso social media.

Infatti, in maniera apparentemente inspiegabile, durante il tardo pomeriggio del 15 luglio alcuni account verificati hanno iniziato a pubblicare dei tweet dove veniva promosso un servizio tramite il quale raddoppiare i propri Bitcoin in poche ore.

Nel giro di qualche minuto, la situazione è diventata del tutto incontrollabile.

Infatti, account del calibro di Bill Gates, Elon Musk, Jeff Bezos e molti altri, hanno fatto praticamente la stessa cosa.

I messaggi erano del tutto simili e, in ognuno di essi veniva in quale modo proposto l’invio di una somma di BTC a un dato indirizzo (che alla fine è risultato essere lo stesso per ogni tweet).

Purtroppo, come vien facile immaginare, molte persone sono cascate in questa truffa e, a posteriori, dopo alcune analisi, è risultato che l’indirizzo precedentemente menzionato è riuscito a raccogliere circa 12 BTC per un valore di oltre 100.000€.

In realtà, questa cifra per fortuna è relativamente modesta. Infatti, l’hacker avrebbe potuto realizzare profitti ben più grossi in maniera molto più rapida e sicura.

Basti pensare a un eventuale annuncio di ban del Bitcoin realizzato in contemporanea su tutti gli account e preceduto da grosse vendite allo scoperto usando la leva finanziaria.

A prescindere da ciò, oltre al danno economico per gli utenti, pare che, in poche ore, Twitter abbia perso diversi punti percentuali in borsa mettendo in luce diverse criticità in termini di sicurezza.

Infatti, a quanto pare, gli utenti hackerati non hanno nessuna colpa. Piuttosto, la causa di questo attacco di hacking deriva da alcune falle interne al famoso social.

In particolare, sembra che l’hacker piuttosto che avvalersi di grosse capacità informatiche, abbia optato per un attacco di social engineering su alcuni dipendenti di Twitter.

A questo punto viene da chiedersi: “ma, perché questi dipendenti avevano accesso a tali account? Come mai questi ultimi godono del privilegio di pubblicazione su di essi?”.

Queste domande sono del tutto legittime e, siamo in attesa di eventuali chiarimenti da parte di Twitter che, ovviamente, al momento si trova nell’occhio del ciclone.

Riuscirà a riprendersi il posto che le spetta oppure politici e personalità particolarmente influenti abbandoneranno la piattaforma?

Techno Age Admin

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